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artigianatoARTIGIANATO

Nell'ambito del commercio equo e solidale, l' artigianato ha un ruolo assai particolare, in quanto molto spesso realizza sì prodotti superflui per il consumatore (anche se attualmente le Botteghe del Mondo e le Centrali di Importazione si stanno orientando verso prodotti "utili" come l'abbigliamento e l'arredamento), ma al contempo permette di venire in contatto con le culture che li producono.

Si tratta, in realtà, di un artigianato specializzato, per lo più connotato dalla produzione di oggettistica volutturia e non già dalla prestazione di servizi manuali e di piccola produzione non ripetibile (come invece nell'artigianato ordinario). La provenienza spesso straniera, e la connotazione simbologica che si applica ai prodotti, unitamente alla fedeltà a schemi, pur talvolta solo abbozzati, delle tradizioni delle etnie di provenienza, recano per conseguenza una certa imprescindibilità del messaggio etico sotteso all'azione di vendita ed all'intenzione di acquisto del consumatore, nonché un ovvio richiamo di natura etnologica che ben presto diviene culturale, ideale.

Questi aspetti fanno sí che la commercializzazione di molti prodotti di artigianato abbia prodotto nei paesi consumatori discussioni tra gli operatori ed i volontari che si fanno carico della diffusione e distribuzione, trattandosi di conciliare l'anima idealista (con una forte componente anticonsumista) con l'esigenza commerciale ("solo facendo fatturato possiamo aiutare i produttori").

Alcuni prodotti sono il risultato di progetti che accompagnano campagne di boicottaggio contro multinazionali o pratiche commerciali diffuse e di sensibilizzazione, come ad esempio la produzione di palloni da calcio (campagna contro il lavoro minorile in questo settore in Pakistan) o tappeti persiani (anche in questo caso, contro il lavoro minorile).

 

 

 

 

spesa giusta

DEFINIZIONE DI PRODOTTO EQUO E SOLIDALE

Il Commercio equo e solidale è una forma alternativa di commercio internazionale, generalmente tra paesi produttori del Sud del mondo e paesi del Nord che importano, basato su sostenibilità ambientale, giustizia sociale e dignità dell'uomo.

Lo scambio è basato sulla dignità di chi lavora e sulla giusta remunerazione di chi produce, e quindi su un prezzo di acquisto equo, stabilito insieme ai produttori stessi e che tenga conto dei costi reali di produzione e di un livello di retribuzione dignitoso. Inoltre vengono eliminate il più possibile le intermediazioni. Ma il rapporto si basa anche sul riconoscimento del valore culturale dei prodotti scambiati, che raccontano di culture ricche e spesso conosciute solo superficialmente, e sul fatto che le attività produttive siano ecologicamente sostenibili e rispettose dell'ambiente naturale e sociale. Vengono importati, principalmente da Africa, Asia, America Latina, prodotti artigianali, nella maggior parte dei casi legati alla esperienza e alla cultura locale, e prodotti alimentari, sempre in maggior numero con certificazione biologica. Vengono rivenduti all'interno delle Botteghe del Mondo fornendo il prezzo trasparente dei prodotti, informazioni sui paesi e i gruppi produttori, sulle modalità di importazione e di rapporto con i gruppi partner del Sud.

In sintesi, ogni prodotto del commercio equo e solidale:

  • è stato importato direttamente senza intermediazioni
  • è stato pagato un prezzo "giusto" di acquisto, che valorizza i costi reali e una retribuzione dignitosa del lavoro
  • proviene da produttori che tutelano il lavoro femminile, l'integrazione di lavoratori svantaggiati, non impiegano il lavoro infantile e regolamentano quello minorile
  • rispetta l'ambiente, perché proviene da tecniche di coltivazione naturale e spesso biologica, o da lavorazioni artigianali che utilizzano materiali naturali e rinnovabili
  • promuove progetti di autosviluppo delle comunità dei produttori stessi: fondi previdenziali, sanità, centri di formazione, scuole, etc.
  • è "trasparente", sia dal punto di vista del prezzo, di cui vengono rese pubbliche e accessibili le varie voci di composizione, che dal punto di vista della provenienza e delle informazioni su come e dove è stato prodotto
  • proviene da un rapporto paritario di partnership, collaborazione e scambio tra produttori del Sud e importatori e botteghe del mondo del Nord

caffècaramelletupiguaranito

SNACK E BEVANDE

Il cacao, in quanto prodotto coloniale, fa parte fin dagli inizi del commercio equo e solidale. Principali paesi produttori nei quali vi sono progetti di cooperazione (e dai quali si importa la materia prima) si trovano in America del Sud (Bolivia, Repubblica Dominicana...) e in Africa. La trasformazione del cacao (e in particolarmodo la produzione della cioccolata) avviene soprattutto nei paesi del Nord, anche per motivi tecnici (p.es. temperatura media nel luogo di trasformazione), non a caso in Svizzera , ma anche in altri paesi in cui si trasforma tale materia prima (Italia, Belgio, ecc.).

L'ottimo cacao utilizzato nel circuito equo e solidale permette la presenza nelle nostre botteghe di svariati tipi di snack al cioccolato di ottima qualità, che quindi, per il metodo di produzione rigorosamente fedele ai principi solidali e per la qualità superiore, dovuta all'uso quasi esclusivo di prodotti biologici, danno un doppio smacco ai classici snack delle multinazionali. Il crescente apprezzamento da parte della clientela ne è la conferma, e permette un continuo mutare di gusti e tipologie dei nostri prodotti. Proprio il sempre maggiore interesse delle persone per i nostri prodotti alimentari ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione nel campo degli snack reperibili presso i distributori automatici: dal caffè alla cioccolata, dal tè al Guaranito, dalle barrette di cereali ai biscotti farciti, la proposta di prodotti fair trade per distributori automatici è ampia e articolata e ha tutte le carte in regola per sostituire snack e bevande delle grandi multinazionali. La conferma viene dal successo che l’iniziativa ha riscosso negli ultimi anni: sempre più scuole, università, aziende, associazioni e uffici pubblici hanno scelto di installare distributori automatici equi e solidali. Anche nelle università dell' Ateneo di Pisa sono finalmente comparsi prodotti come bevande calde eque e solidali, nonchè tavolette di cioccolato e biscotti vari; la mensa universitaria, oltre alle bevande suddette, permette agli studenti di scegliere, sporadicamente, tra i soliti dessert e quelli equi e solidali, ed ogni giorno mettono a disposizione le banane prodotte da CTM.

Un alto numero di prodotti del commercio equo e solidale presenta tra i sui ingredienti il GUARANA'. Esso è riscontrabile in cioccolate, snack vari, bibite, e in pasticche o polvere ad uso energetico. Riserviamo un'intera sezione per appofondire la conoscenza di questa pianta dalle molteplici propietà.

 

 

CAFFEcaffè

Nell'ambito del commercio equo e solidale , il caffè assume un ruolo centrale, sia perché è stato uno dei primissimi prodotti coloniale ad essere commercializato con regole non finalizzate al profitto (Africaffè), sia per il suo valore simbolico.

Il caffè è stato il primo prodotto ad essere certificato come prodotto equo e solidale, in cui viene stabilito il rapporto commerciale diretto tra operatori commerciali europei e le organizzazioni produttrici del sud del mondo. Esistono criteri e regole che devono essere rispettate per far in modo che il caffè possa essere riconosciuto come equo e solidale: 1)Il caffè deve provenire da cooperative di piccoli contadini certificate dal commercio equo (si esclude in tal modo il commercio intermedio locale che sovente impone condizioni di sfruttamento. 2)Si promuovono relazioni commerciali a lungo termine tra produttori e licenziatari 3)Il caffè dev'essere coltivato e lavorato in condizioni rispettose dell'ambiente 4)I produttori di caffè ottengono un prezzo che copre i costi di produzione. Il prezzo minimo garantito da Max Havelaar è di 1,24 US$/lib per il caffè certificato in qualità convenzionale e di 1,39 US$/lib per quello in qualità biologica. Qualora il prezzo di mercato mondiale superasse il prezzo garantito da Max Havelaar, l'organizzazione produttrice o la cooperativa agricola percepirebbe il prezzo del mercato mondiale (senza limitazioni verso l'alto) più un premio aggiuntivo di 0,05 US$ per il caffè convenzionale e 0,15 US$ per il caffè biologico

Attualmente, il caffè viene importato soprattutto dall' America Centrale (Nicaragua, Messico, ...) e solo in misura minore dall' Africa (Tanzania, ...). La tostatura avviene nei paesi consumatori, tenendo conto dei gusti di questi. Lavorazioni intermedie, quali la trasformazione in caffè decaffeinato, avvengono anch'esse quasi esclusivamente nei paesi consumatori, anche perché di fatto questi paesi aumentano i dazi per i prodotti trasformati, al fine di aumentare la parte di valore aggiunto a scapito dei paesi produttori.

 

 

libri LIBRI

Il Chicco di Senape ha a disposizione numerosi libri che esaminano il commercio equo e solidale da moltissimi punti di vista, e altrettanti che specularmente esaminano in profondità tutti gli aspetti dei processi di produzione e vendita di prodotti da parte di aziende che certo eque e solidali non sono. Il lato oscuro del commercio, quello che molti di noi non vedono o non vogliono vedere, perchè i suoi effetti ci sembrano così lontani da noi che ci è permesso ignorarli...

Al chicco di Senape, oltre ai libri in vendita, sono disponibili molti volumi in prestito (servizio riservato ai tesserati), perchè a chiunque è interessato sia permesso di ampliare le proprie conoscenze sui vari temi tarttati dal nostro stile di commercio e di pensiero anche in maniera del tutto gratuita. I temi trattati spaziano dalle tematiche del consumo critico e del boicottaggio al problema dei debiti dei paesi del terzo e quarto mondo, all'approfondimento di specifiche tematiche come il vestire critico e l'importanza dei software liberi come linux in opposizione al trust del sistema operativo e dei programmi di casa Microsoft

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"Il Chicco di Senape" , piazza delle Vettovaglie 18, 56123 pisa