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LA CANNA DA ZUCCHERO

Nome Scientifico   SACCHARUM OFFICINARUM

 

La canna da zucchero è una pianta tropicale che ha bisogno di un clima umido e caldo. E’ coltivata in America centrale e meridionale ed in Asia.  E’ una pianta simile alla canna comune. Lo zucchero si accumula nella polpa bianca che riempie il fusto. Si moltiplica per talee, cioè si prendono dei pezzi di canna, le talee, e vengono messi in terra dove mettono le radici e spunta un germoglio. Le foglie sono molto lunghe, lineari. Il fusto principale è un rizoma sotterraneo dal quale partono più fusti aerei, cilindrici, nodosi e flessibili, alti fino a 3 o 6 metri, con diametro di 2 o 7 cm. Dopo 18 mesi il fusto viene tagliato, ricresce e viene tagliato l’anno successivo. Alla fine bisognerà piantare delle nuove talee.

La raccolta e il processo di lavorazione della canna da zucchero


La semina dei nuovi campi (trapianto) viene fatta all’inizio dell’estate (Giugno Luglio), dopo il trapianto é necessario irrigare pesantemente ogni otto giorni; dopo circa 60 gg dal trapianto si avranno i fusti principali che poi nel giro di 45 giorni svilupperanno abbondanti ricacci secondari.
La maturazione della canna avviene nei successivi cinque mesi in cui si ha il progressivo accumulo dello zucchero nella linfa dei fusti. Zucchero che raggiunge il suo massimo (10-12% in peso della canna) appunto nella primavera-estate seguente e che si mantiene durante tutto il periodo della raccolta delle canne ( 3 o 4 mesi ). Ogni pianta dopo essere stata tagliata ricaccia ed i fusti che si sviluppano saranno raccolti l’estate successiva. Comunemente la vita di un impianto dura dai sei agli otto cicli produttivi.

Quando le canne misurano 4 o 5 metri d’altezza vengono tagliate. La coltivazione della canna da zucchero richiede molta manodopera: la canna viene raccolta tagliandola con il machete. Appena tagliate, le canne devono essere raccolte e portate allo zuccherificio; se non vengono lavorate immediatamente diminuisce il loro contenuto di zucchero.

Le canne vengono schiacciate dalle macine per far uscire il succo, un succo scuro, pieno di impurità che viene raccolto in vasche: le vasche vengono riscaldate perché l’acqua evapori e il succo si trasforma in sciroppo o melassa, che viene gradualmente raffinato. A questo punto i cristalli di zucchero si formano da soli, così come si formano i cristalli di sale in una pozza d’acqua marina che si asciuga sole.

 

Alimentazione e utilizzo

La canna da zucchero può servire da alimento immediato, spremendo fortemente la canna ed estraendone il succo. Il succo verrà bevuto fresco o utilizzato come dolcificante. Dalla torchiatura della canna rimangono dei residui legnosi che vengono utilizzati per produrre carta e combustibile. Dalla canna si produce anche il rum. Inoltre il succo della canna da zucchero e il decotto della polpa possiedono proprietà benefiche per l’apparato respiratorio, tonificanti e rinfrescanti. Consigliato per chi soffre di catarro bronchiale, di bronchite cronica e di asma.

 

 

LA CANNA DA ZUCCHERO COME CARBURANTE

Un dispetto classico, che sarà capitato a molti di fare o subire: lo zucchero nel serbatoio. Veramente odioso. In Brasile però non la pensano allo stesso modo. Anzi, forse l'idea per contrastare la schiavitù petrolifera è venuta proprio così. Ovviamente non mettono lo zucchero puro nel motore, ma l'alcol prodotto dalla canna da zucchero sì. I brasiliani dimostrano come, per avere carburante, non c'è bisogno di spendere miliardi in perforazioni, e neanche di farsi la guerra per un fazzoletto di terra. Insomma, fermo restando che la riduzione del traffico su strada rimane una priorità, con la canna da zucchero il pieno si può fare anche nelle aziende agricole. L'utilizzo dell'alcool come combustibile per le automobili in Brasile non è una novità. Dopo lo shock petrolifero ci si è ingegnati per trovare una soluzione alternativa al petrolio e, a partire dal 1975, il governo del più grosso stato sudamericano ha lanciato il Programma nazionale dell'alcool, ribattezzato Proalcol, un piano di incentivazione dell'uso del combustibile "mas pulito do mundo", ricavato dalla fermentazione della canna da zucchero.I vantaggi dell'impiego dell'alcool sono molteplici: pochissimi residui nell'atmosfera a fronte delle numerose emissioni di carbonio delle vetture alimentate a benzina, tra i primi responsabili dell'effetto serra. Una fonte continuamente rinnovabile, perché estratta dalla canna. E ogni tonnellata del vegetale ha un potenziale energetico equivalente a 1,2 barili di petrolio. Dalla spremuta di una tonnellata di canna, poi, oltre allo zucchero e alla grappa, si possono estrarre fino a 60 litri di alcool, producendo dai 300 ai 500 kg di buccia per alimentare le caldaie delle stesse fabbriche che producono l'alcool (sostituendo gli oli combustibili derivati dal petrolio). Un circolo virtuoso che fa capire le reali potenzialità del progetto. La canna da zucchero può generare energia elettrica, alcool, fertilizzante, cibo e altro ancora. Si calcola che le piantagioni del vegetale oggi esistenti in Brasile potrebbero sostituire l'impiego di circa 600 mila barili di greggio al giorno.Il clima e l'immensità del territorio brasiliano facevano sperare che la produzione di canna da zucchero (una coltura poco costosa, quasi spontanea, che richiede poco più che il taglio, e poi la spremitura per ottenere il caldo da far fermentare) consentisse volumi produttivi capaci di determinare una vera rivoluzione del settore dei trasporti su strada. A partire da questo momento il paese ha investito molto nell'incrementare la cultura della canna da zucchero e, allo stesso tempo, nel costruire impianti di distillerie di combustibile.A metà degli anni '80, però, la fine della tensione in Medio Oriente e il ribasso del prezzo del barile hanno rallentato via via fino a bloccare il progetto Proalcol. Senza adeguate politiche di sostegno le "fabbriche di alcool" sono entrate in crisi. Come se non bastasse, sul mercato internazionale si è alzato notevolmente il prezzo dello zucchero (in parte grazie al protezionismo europeo e staunitense per lo zucchero prodotto con la barbabietola), e questo, unito al graduale scivolamento dei prezzi del petrolio verso livelli non molto dissimili da quelli precedenti la crisi degli anni Settanta, ha spinto i coltivatori di zucchero ad esportare il loro prodotto, lasciando senza materia prima la locale industria dell'alcool, e a secco i distributori. Le continue crisi di approvvigionamento subite dagli automobilisti "ad alcool" brasiliani hanno fatto perdere fiducia nel progetto. Il mercato delle auto "alternative" è crollato e nel paese si è ricominciato a vendere quasi esclusivamente auto a benzina. Anno dopo anno, l'industria automobilistica è stata obbligata a diminuire il ritmo della produzione di veicoli ad alcool. Nel 1984, ogni cento automobili nuove vendute, 94 erano ad alcool. Negli anni successivi questo numero è via via diminuito fino all'uno per cento del 2000. A partire dal 2001 si è assistito a una piccola inversione di tendenza: complice il caro petrolio, c'è stato un primo aumento della richiesta di auto ad alcool. Attualmente quasi sei automobili su dieci che circolano sulle strade brasiliane vanno ad alcool; inoltre le normali pompe di benzina distribuiscono un combustibile fatto per quasi tre quarti di prodotti della raffinazione del petrolio e per poco più di un quarto di alcool, il massimo perché sia possibile utilizzarlo nei normali motori a scoppio. La prima automobile ad alcool prodotta in Brasile è stata la 147 della Fiat, uscita dalla fabbrica nel giugno del 1979. Oltre a rendere 8,8 km/litri (una media considerata eccellente per l'epoca), il costo dell'alcool era un terzo di quello della benzina. Gli attuali motori ad alcool fanno ormai 12 km con un litro, che costa circa 50 per cento in meno della benzina.La ricerca tecnologica è andata avanti, e la tecnologia "Flex" messa a punto dalla Fiat, che permette ai motori brasiliani di girare indistintamente a benzina pura (carburante utilizzato in Argentina, Cile e Uruguay), a benzina con parte di alcool (miscela tipica del Brasile), ad alcool puro e/o gas naturale, sempre con le stesse prestazioni, è stata ripresa anche da Ford, Volkswagen e General Motors. I problemi iniziali, come la difficoltà ad avviare il motore nei giorni più freddi dell'anno o la rapida corrosione delle parti metalliche del veicolo, serbatoio in testa, sono ormai stati superati. Il Proalcol, uno dei programmi più audaci al mondo sull'utilizzo di energia rinnovabile per il trasporto, ritorna oggi con forza dopo gli accordi stesi a Johannesburg tra Germania e Brasile. In previsione: 100 mila nuove auto ad alcol per un valore di 32 milioni di dollari.Un accordo, dai possibili sviluppi futuri, di cui si è parlato veramente poco. Brasile e Germania hanno infatti creato un gruppo di lavoro al fine di produrre alcool da usare come combustibile per automobili. L'accordo comprende la costruzione di 100 mila auto ad alcool da vendere in Brasile con incentivi all'acquisto, grazie alla riduzione delle imposte. La Germania, per finanziare il progetto, si è impegnata a versare al governo brasiliano 32 milioni di dollari (come contropartita acquisisce un credito per l'immissione nell'atmosfera di ben 710 mila tonnellate di CO2 all'anno, secondo uno dei meccanismi previsti dall'accordo di Kyoto sul clima, ovvero il "commercio delle emissioni", spiegabile con questa assurda formula: riduco con i miei soldi le emissioni a casa d'altri, ma le conteggio come se le avessi ridotte a casa mia…). Sta di fatto che per il Brasile il caro petrolio non è un problema, ma un'opportunità, perché con questi prezzi le alternative convengono economicamente, ma di rimando ci guadagna pure l'ambiente. Il Brasile, che nel 2006 raggiungerà l'autosufficienza energetica, si basa già per ben il 44 per cento su fonti rinnovabili, come energia idroelettrica, alcool di canna da zucchero e carbone vegetaleAssorbendo CO2 nel processo di fotosintesi e quindi di crescita della canna da zucchero, per ogni tonnellata di canna prodotta si evitano 2,6 tonnellate di CO2 nell'atmosfera 2,6 tonnellate sono equivalenti a 10.000 chilometri percorsi da un veicolo di media cilindrata in Europa.Quando si brucia alcol si inquina soltanto un po' meno che bruciando benzina. Però in questo caso l'anidride carbonica che va a finire nell'ambiente è la stessa che la canna da zucchero assorbe per crescere. Fra il CO2 che non emette il veicolo e fra la CO2 che assorbe la canna in atmosfera il ciclo completo dà un'emissione uguale a zero.Inoltre, mentre la parte legnosa della canna viene trasformata in energia elettrica e utilizzata per far funzionare la fabbrica, il residuo organico della fermentazione dell'alcool viene utilizzato per fertilizzare i campi.Oggi tutti i paesi del mondo si stanno interrogando, chi più chi meno, sulla necessità di pensare al futuro del nostro pianeta. La canna da zucchero e l'alcool derivato rappresentano sicuramente una possibile alternativa al petrolio nella ricerca di una fonte d'energia "pulita". Oltre alla Germania, neo firmataria dell'accordo con il Brasile, ci sono altri paesi interessati all'alcool combustibile. Secondo i calcoli del governo brasiliano ci sono come minimo una ventina di paesi che sono in grado di produrre alcool, inoltre l'esportazione del prodotto, che attualmente è di 600 milioni di litri l'anno, nel 2003 potrebbe raddoppiare. Grazie a futuri accordi da siglare con Cina, India e Giappone, negli anni a venire l'esportazione potrebbe salire a quota 70 miliardi di litri di combustibile annuo. La Cina e l'India vogliono utilizzare l'alcool per sostituire interamente i combustibili a base di petrolio. Il Brasile, primo della lista dei maggiori produttori mondiali di canna, alcool e zucchero, ha la capacità di produrre fino a 16 miliardi di litri di alcool l'anno, il corrispondente di 84 milioni di barili di petrolio. Una potenzialità che colloca il paese latinoamericano in una posizione privilegiata nella lotta mondiale contro l'inquinamento.A Rio il presidente brasiliano Cardoso fece la seguente proposta: derivare il 10% di tutta l'energia utilizzata nel mondo da fonti rinnovabili entro il 2010. E il progetto Proalcol va proprio in questa direzione, anche se, per dargli ulteriore impulso, il Brasile dovrà convincere i cittadini interessati che possono acquistare una macchina ad alcool senza paura di essere poi abbandonati com'è successo in passato. I primi passi in questo senso sono stati fatti: nel '95 è stata creata la Commissione interministeriale dell'alcool e in agosto 2002 il governo ha ridotto l'Ipi (Imposta sui prodotti industrializzati) gravante sulle automobili ad alcool, per stimolarne la ripresa delle vendite.Non ci resta che augurarci che la benzina diventi sempre più dolce…

 

 

 

How Cane Sugar is Made - Harvesting

Cane Fire

 

 

 

 

Cane grows very tall in good growing regions - certainly up to 3 metres/10 feet tall - and still has some green leaves when ripe although most leaves have dried off by then. Where possible the cane is fired before harvesting to remove the dead leaf material and some of the waxy coating. The fire burns at quite high temperatures but is over very quickly so that the cane and its sugar content are not harmed.

In some areas burning is not permitted because of the nuisance value to local communities of the smoke and carbon specs that are released. However there is no environmental impact, the CO2 released being a very small proportion of the CO2 fixed with photosynthesis during growth and the improved sugar extraction meaning that less cane needs to be grown on fewer acres to satisfy the world's sugar demand.

Harvesting is done either by hand or by machine. Hand cut cane -- cane cutting is a hard and dirty job but can employ lots of people in areas where jobs are scarce -- is cut at about ground level, the top green leaves are cropped off and then the stalk is bundled whole. Once a complete bundle has been assembled it is removed from the field with a light cart and may then be transferred to a larger vehicle for transport to the mill.

Mechanical Harvesting

 

 

 

 

Most machine-cut cane is chopped into short lengths but is otherwise handled in a similar way as hand cut cane. Machines can only be used where land conditions are suitable and the topography is relatively flat. In addition the capital cost of machines and the loss of jobs caused makes this solution unsuitable for many sugar estates.

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Il testo precedente spiega brevemente come la mietitura della canna da zucchero avvenga in due modi distinti: a mano, con largo impiego di manodopera, o con le macchine. Dove è permesso dalla legge, i campi di canna da zucchero vengono bruciati prima del raccolto, anche se questo chiaramente non danneggia la canna e il suo contenuto, ma, nonostante le rassicurazioni di alcuni sulla non nocività del fumo prodotto da questa operazione, restiamo perplessi: lo zucchero che vendiamo in bottega, come sarà prodotto? e' chiaro che esigiamo come principi della produzione del nostro zucchero il maggior impiego di manodopera possibile e il minor danno per il pianeta: sentirsi dire che il fumo prodotto da questi incendi non arriva ad incidere significativamente sul grado di inquinamento ambientale non ci rassicura affatto.

 

 

"Il Chicco di Senape" , piazza delle Vettovaglie 18, 56123 pisa